prova della vanga

Impara a leggere il profilo colturale del tuo terreno: la prova della vanga

 

 

Osservare, cogliere, conoscere e comprendere il terreno attraverso i propri sensi e la propria sensibilità interiore. Imparare a  leggere il linguaggio del territorio, delle coltivazioni, delle erbe spontanee e della superficie del terreno, così da capirne il suo stato di salute e vivere in armonia con essa, cogliendo l’evoluzione della sua fertilità.

 

La prova della vanga per conoscere la nostra terra.

Per capire e conoscere lo stato di salute della nostra terra, sapere se stiamo lavorando bene, se i prepararti biodinamici che le abbiamo somministrato stanno facendo effetto e se le operazioni colturali stanno portando un miglioramento oppure no, dobbiamo affidarci alla prova della vanga.

La prova della vanga si esegue 3 volte l’anno: estate, autunno e fine inverno, ovvero all’inizio e alla fine del ciclo colturale. Scegliete una vanga stretta e lunga, di dimensioni comode per voi, avvicinatevi al vostro terreno e fate i primi rilievi. Questi corrispondono con dei tasselli fatti appunto con tre vangate, il numero degli stessi varia a seconda della tipologia di terreno.

 

La prima vangata: i lombrichi

La prima vangata ci serve per capire la durezza del terreno e la presenza di vita animale al suo interno. Per inferire la prima vangata si appoggia il piede sulla vanga e si calca gradatamente il piede , facendo attenzione alla forza che il terreno ci oppone. Una volta che la vanga sarà totalmente immersa, si piega lentamente il manico ascoltando il suono delle radici che si spezzano.

La prima zolla di terra ottenuta con la prima vangata, dovrà essere messa su un telo e sgretolata con le mani così da poter osservare la vita animale e il numero di lombrichi presenti. Maggiore è il numero presente migliore è lo stato di vita e fertilità del nostro terreno.

 

La seconda vangata: percezione olfattiva. visiva e tattile.

La seconda vangata va fatta nello stesso punto della prima, affondando la vanga di circa 15 cm. Si consiglia di effettuare questa operazione in un momento in cui la nostra mente è proiettata verso pensieri positivi e qualitativi e non di produttività.  La vangata deve essere fatta con i medesimi movimenti della prima, facendo attenzione ai suoni emessi dal terreno che lentamente si lacera.

La seconda zolla di terreno ottenuta andrà sollevata e odorata, per capirne l’alcalinità, l’acidità o la presenza di funghi e muffe. In un secondo momento passeremo alla percezione visiva delle pareti interne della zolla, quelle che non hanno subito la pressione della vanga. Un terreno fertile presenta una struttura glomerulare uniforme, scura e lucente per tutto il profilo della zolla, delle radici dalla punta bianca con tessitura radicale fitta. Infine passiamo alla percezione tattile infilando le dita all’interno della zolla, apprezzandone la texture e la capacità di modellazione.

 

La terza vangata: il peso e il suono.

La terza vangata deve essere fatta nello stesso punto delle due precedenti, con tutta la forza e l’intensità di cui siamo capaci. Alziamo la zolla lentamente fino all’altezza del bacino, sentiamone il peso e facciamola cadere di colpo a terra, facendo attenzione la suono del tonfo e alle modalità di sgretolamento.

Una volta effettuate le tre vangate, richiudiamo la zolla e annotiamo le nostre osservazioni che ci saranno utili per capire il profilo colturale del nostro terreno.

 

Ringraziamo Paolo Pistis, docente FLORAper queste preziose informazioni contenute nel suo libro “La fertilità della terra per il benessere dell’uomo”, scopri dove acquistarlo, clicca qui >>

 

Potrebbero interessarti anche questi articoli:

 

Ricorda di utilizzare prodotti completamente naturali e oli essenziali 100% puri, naturali e totali. Gli oli essenziali FLORA sono 100% puri, naturali e totali, e provengono in gran parte da agricoltura biologica o biodinamica controllata.

Vuoi rimanere sempre aggiornato sui nostri articoli, le nostre ricette e i nostri seminari? 
Seguici su Facebook!