inverno astrologico

Solstizio d’inverno: l’inizio ufficiale della stagione fredda

 

Il 21 Dicembre corrisponde con la data del solstizio d’inverno: il giorno con la notte più lunga dell’anno e inizio ufficiale della stagione fredda, che durerà fino al 21 di Marzo.

 

In questa parte del globo il 21 Dicembre corrisponde con l’inizio dell’inverno astronomico, momento in cui il Sole raggiunge il punto massimo o minimo di declinazione nel suo moto apparente lungo l’eclittica. Considerata l’inclinazione del Pianeta proprio in relazione al Sole, nel solstizio invernale la stella raggiunge la sua minima altezza nell’emisfero settentrionale e la sua massima in quello australe: questa condizione non solo determina rispettivamente l’avvio dell’inverno e dell’estate, ma anche i giorni più corti e più lunghi dell’anno.

 

Il termine solstizio deriva dal latino e significa “sole fermo. In occasione del solstizio d’inverno il sole smette di calare rispetto all’equatore celeste, per poi invertire il suo cammino e ricominciare a regalare più ore di luce. Arriva anche a toccare il punto più basso all’orizzonte: a mezzogiorno la sua altezza è minima rispetto al resto dell’anno. In questo momento si trova nel punto maggiormente vicino alla Terra, solo che i suoi raggi arrivano molto inclinati ed è per questo che le temperature sono rigide in questa parte del globo, caratterizzando appunto la stagione invernale.

 

Sin dall’antichità il moto dei corpi celesti e il corrispondente cambio climatico e susseguirsi delle stagioni, hanno sempre interessato e affascinato i popoli e le civiltà. Sembra che i nostri antenati associassero al solstizio d’inverno la nascita o rinascita della natura. Questo perché dopo tale momento le giornate si allungano progressivamente e lentamente, le tenebre lasciano dunque spazio alla luce e alla vita, un segnale di speranza per un futuro propizio a fronte delle asperità tipiche della stagione fredda, che dopo il suo naturale ciclo lascia spazio a un clima migliore.

 

Per le popolazioni dell’estremo Nord del pianeta, il solstizio d’inverno coincide con l’inizio del periodo delle intense nevicate, attività propizia e benefica per il raccolto. La neve ha infatti una funzione isolante sul terreno, tale da ridurre la dispersione di calore e proteggere le coltivazioni, in vista della fase di crescita della successiva primavera.  Nel Nord Europa è tradizione ancora oggi celebrare il solstizio d’inverno omaggiando la dea dell’amore Freya. Il figlio della divinità, Baldr, era un giovane dall’incredibile bellezza e dalla tenerezza d’animo, ben voluto da tutti. Proprio poiché così amato, la dea fece promettere a tutte le creature della natura di proteggerlo e preservarlo candido, ma si dimenticò di interpellare il vischio in questa sua richiesta. Loki, figlio maligno avuto dalla stessa dea con Odino, soffriva tuttavia il paragone con il fratello e, approfittando di un dardo ricavato proprio dal vischio, decise di ucciderlo. Freya, affranta per la perdita, scoppiò in un pianto sconsolato e le sue lacrime, cadute a terra, si trasformarono in bacche dell’arbusto: somministrate al giovane, gli permisero di tornare in vita. Sopraffatta dalla gioia, la dea cominciò a regalare a tutti gli umani dei rametti di vischio e dei romantici baci: è per questo motivo che, ancora oggi, gli innamorati si baciano tra Natale e Capodanno sotto colorati esemplari di questa pianta.

 

Ringraziamo per il testo della leggenda Greenstyle.

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